enti locali, limiti alle assunzioni, Corte dei Conti 14/aut/2011

la Corte dei conti con la delibera adottata nell’adunanaza del 30 novembre 2011 dalla sezione Autonomie, interviene sulle norme che stabiliscono i limiti delle assunzioni degli, Enti Locali,.

l’intervento della sezione Autonomie è stato determinato dalla questione proposta dalla sezione Regionale di controllo della Toscana relativamente al, computo della, spesa del personale, delle società partecipate dagli enti locali. L’intervento della sezione Autonomie nonostante il quesito fosse stato rimesso alle sezioni riunite è che le funzioni di coordinamento delle sezioni regionali venga effettuato dalla sezione autonomie e solo in caso di dissenso tra le varie sezioni regionali intervengono le sezioni riunite.

la sezione Autonomie, dopo un breve excursus dell’evoluzione normativa dal 2008 ad oggi, esamina quanto proposto dalla sezione, regionale della Toscana, ritenendo che le conclusioni alle quali è giunta sia pienamente condivisibili; la sezione della Toscana inoltre divide le società in società strumentali dove le spese del personale vanno sommate a quelle dell’ente in quanto queste società vivono per l’ente stesso e altre società dove l’ente in virtù di un contratto di servizio o per altro titolo versa un corrispettivo avendo avuto l’affidamento in via diretta senza procedura competitiva; da questo calcolo sono escluse per legge le aziende speciali e le fondazioni anche se queste sono articolazioni dello stesso ente locale, pertanto ai fini del calcolo della spesa totale del personale dell’ente da rapportare alla totalità delle spese correnti si debba tener conto di quanto segue:

Società partecipate:

- sono tali quelle che sono detenute al 100% da un ente pubblico o più enti pubblici, ovvero società, “in house”, che vivono prevalentemente di risorse che provengono dall’Ente locale, o che sono almeno pari all’80% del valore della produzione;

- società che abbiano le caratteristiche di cui all’art. 2359 co. 1, n1e2 del c.c., società che siano sempre affidatarie di, servizi pubblici locali.

Spese del personale:

- ai fini del calcolo della spesa del personale si assumono i dati che derivano dal Bilancio di esercizio delle società (voce B9 del conto economico) e dei questionari che vengono inviati alla Corte dei Conti allegati al rendiconto dell’ente locale;

- il calcolo della spesa del personale totale, ovvero la spesa del personale dell’ente locale sommata con la spesa del personale della società partecipata, è detreminata dalla spesa del personale della società partecipata rapportata ai corrispettivi a carico dell’Ente locale o ai ricavi provenienti dalla tariffa; il calcolo va effettuato per ciascun organismo partecipato anche se sitratta di società possedute da più enti, ovvero società miste, controllate dall’ente a norma dell’art. 2359 co. 1 n. 1 e 2 c.c.. infine al numeratore alla spesa del personale dell’ente va sommata la quota parte della spesa del personale così calcolata mentre al denominatore, che rimane invariato, si computano il total edelle spese correnti.

in virtù di tale deliberazione si comprende che siamo in presenza di un periodo transitorio che dovrebbe terminare il 01/01/2014, quindi il calcolo così come prospettato e proposto è il meno penalizzante per l’ente. inoltre tale metodo pur non essendo vincolante per l’ente, a giudizio di chi scrive è il più attendibile e si consiglia di utilizzarlo in quanto previsto anche dal D.lgs. 149/2011 rispetto a controlli ed ai sistemi sanzionatori.

2 Responses to enti locali, limiti alle assunzioni, Corte dei Conti 14/aut/2011

  1. Giuseppe scrive:

    La Corte dei Conti sforna pareri precisi, ma nel caso un ente locale, ovvero una società partecipata In House faccia diversamente, cosa accade?

    • w.bravetti scrive:

      La corte dei conti dal 06 ottobre interviene non solo con pareri e raccomandazioni, ma con censure e controllli sugli atti posti in essere e sugli atti che dovranno essere posti in essere ai fini della rimozione di quanto fatto in violazione di disposizioni di legge, dettandone anche i tempi di adozione. La conseguenza finale della non adozione degli atti di rimozione delle violazioni e’ il giudizio di conto ovvero di danno erariale con conseguente possibile condanna e relativa sospensione, ineleggibilità ecc. Da funzioni pubbliche per dieci anni

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